PROGETTO ANGOLA

ADOZIONI A DISTANZA

questi bimbi hanno bisogno di te...

sono già stati adottati:

se vuoi aderire al programma di adozione a distanza puoi scriverci o telefonarci

terrecalde@terrecalde.it / 393 6579777

ti metteremo in contatto con le suore della Congregazione religiosa Di S.Carlo de Lwanga

con 20 euro al mese possiamo aiutarli a studiare e a crescere...inoltre stiamo attrezzando il centro che li ospita di un collegamento internet in modo che puoi parlare con loro e scrivere e-mail, oltre che le tradizionali lettere che saranno tradotte dalla nostra segreteria apposta per te...il prossimo anno organizzeremo un viaggio a Luanda per andarli a conoscere da vicino....

 

Per meglio far conoscere le condizioni di vita in Angola, riportiamo un brano tratto dal sito dell'Unicef

 

Angola, la voglia di ricominciare
(brano tratto dal sito dell'UNICEF)


L'Angola è uno dei paesi più minati al mondo, eredità di una lunghissima guerra che ha visto generazioni su generazioni vivere nell'incertezza e nella paura. Oggi, dopo gli accordi di pace del 2002, la nazione si trova di fronte a sfide difficili perché deve affrontare la ricostruzione delle infrastrutture e di una vita normale.

Come racconta Mario Ferrari, rappresentante dell'UNICEF nel paese: «la guerra - prima coloniale e poi civile - ha devastato ogni rete produttiva ed economica, azzerato le infrastrutture e ogni forma di servizio sociale. Oggi i dati sono preoccupanti: il tasso di mortalità infantile è tra i più alti del mondo, un bambino su quattro muore prima di compiere 5 anni. Il 45% dei bambini presenta una malnutrizione di tipo cronico, più di un milione non frequenta la scuola, e se la frequenta i tragitti verso la scuola sono pericolosissimi a causa delle mine. Il numero delle mine antipersona e degli ordigni esplosivi che infestano le strade e i campi di questo paese è quasi pari al numero di bambini: circa 6 milioni di mine per 8 milioni di bambini. La guerra ha anche smembrato le famiglie, separando oltre 100.00 bambini dai nuclei familiari d'origine, lasciandoli soli in situazioni ad alto rischio.

Siamo riusciti a creare un'ottima partnership con il governo e con le istituzioni, la Chiesa e le Ong, grazie alla quale riusciamo a partecipare attivamente alla programmazione e a fornirvi un contributo costruttivo: stiamo collaborando allo sviluppo di una Strategia nazionale per l'eliminazione della povertà; abbiamo favorito l'adesione del governo angolano agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che si sono posti le Nazioni Unite e portiamo l'esperienza e le ampie conoscenze dell'UNICEF nella pianificazione operativa, sia centrale che locale. È entusiasmante vedere il desiderio di questo paese di cambiare e in questo i bambini e i ragazzi entrano a pieno titolo. Vogliono essere riconosciuti come attori sociali e avere voce nelle decisioni che riguardano il loro futuro. Forte è soprattutto l'azione che gli stessi giovani fanno sui giovani: sensibilizzazione e informazione sull'HIV/AIDS, sull'educazione al rischio delle mine, ecc. Questa partecipazione attiva potenzia i nostri programmi: come la campagna contro le mine, che ha coinvolto oltre 20.000 nuovi insegnanti e che assieme alla campagna di prevenzione dell'HIV/AIDS è stata inserita nei programmi scolastici. Abbiamo fornito anche assistenza materiale e psicologica alla smobilitazione dei bambini soldato. L'impegno indirizzato verso la protezione dell'infanzia ha portato all'attuazione di un Piano nazionale contro il traffico di minori, volto da un lato alla formazione e all'educazione e dall'altro alla creazione del Registro delle nascite, che ha fatto emergere la presenza di migliaia di bambini».

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